Perché siamo ancora senza filtri (per ora)

Naturale ed efficace
febbraio 23, 2019

Ovvero i dubbi che non siamo riuscite a superare sulle protezioni solari.

 

Inesorabilmente, ogni anno, arriva l’estate. Stagione  da noi amatissima ma anche  piuttosto controversa e sofferta da quando  lavoriamo  nel campo della cosmesi naturale . Questo infatti  è il periodo in cui si viene letteralmente travolti da consigli e raccomandazioni  su come proteggere  la pelle dalle radiazioni solari perché, anche  a causa delle  nostre  cattive ed antiecologiche abitudini, la sfera di protezione che l’atmosfera ci garantiva naturalmente  è diventata  sempre meno efficiente con la conseguenza che i raggi solari  ci arrivano sempre più carichi di radiazioni nocive

La domanda di creme con filtri  solari si fa pressante e la maggior parte delle richieste  riguarda quelle con fattore di protezione medio-alto, il che vuol dire una presenza non indifferente delle sostanze schermanti in  formula.

Inevitabilmente ci siamo trovate ad approfondire l’argomento: quali sono e come funzionano i filtri solari?

Come sapete, da quando abbiamo cominciato il nostro lavoro di produzione, il primo dei nostri principi ispiratori è stato quello di realizzare prodotti il più possibile naturali, evitando tutti quegli ingredienti totalmente chimici o di sintesi che pure sono molto comodi per ottenere formulazioni stabili e gradevoli.

Abbiamo quindi automaticamente  eliminato i filtri solari chimici, anche se vantavano eccellenti caratteristiche in termini di efficacia e tollerabilità.

Restavano quindi quelli fisici, generalmente chiamati  minerali. Tra questi i  più utilizzati nella cosmesi naturale sono l’ ossido di zinco e il biossido di titanio. I minerali sono certamente sostanze presenti in natura ma approfondendo la questione  del loro utilizzo in cosmetica sono emersi  alcuni aspetti che ci hanno lasciate perplesse e che pensiamo valga  la pena spiegare più approfonditamente.

Come prima considerazione c’è quella che non sempre la parola naturale è sinonimo di innocuo o benefico;  i minerali in particolare sono sostanze che se penetrano nel nostro organismo si depositano e tendono ad accumularsi, dato che il nostro sistema non dispone delle risorse necessarie ad  eliminarli attraverso le funzioni naturali.

A questo si aggiunge che le formulazioni di nuova generazione utilizzano i filtri fisici o minerali  in forma micronizzata  per evitare l’antiestetica patina biancastra che  le precedenti lasciavano sulla pelle. Ma se questa soluzione ha risolto un problema di natura estetica,  a nostro avviso non fuga i dubbi di chi obietta che ridurre i minerali  in forma nano, cioè infinitamente piccola, può determinare una loro maggiore penetrazione negli strati più interni del derma con conseguenze largamente controverse.

C’è poi la non trascurabile questione dell’impatto di queste sostanze sull’ecosistema, in particolare su quello marino visto che parliamo di prodotti che si utilizzano soprattutto al mare e di cui si raccomanda l’uso anche ripetuto : “ripetere l’applicazione dopo ogni bagno” è un classico !

A questo proposito dobbiamo specificare che i filtri presenti nelle creme solari non contengono minerali puri, cioè allo stato in cui si trovano in natura. Nella lista degli ingredienti troviamo infatti gli ossidi ricavati da quei minerali, il che vuol dire che la materia originaria  è stata comunque sottoposta a processi  industriali e per di più con l’utilizzo di reattivi chimici.

Indagando sul loro impatto ambientale abbiamo trovato numerose ricerche comprovanti la pericolosità per l’equilibrio dell’ecosistema marino, non ve le citiamo tutte  per non annoiarvi e perché non è questo il luogo adatto, basti per tutte la classificazione dell’ossido di zinco nel database  del Ministero per l’Ambiente il cui profilo ecotossicologico  figura  tra quelli  a più  alto rischio ambientale.

Per quanto sopra, anche se  capiamo benissimo  l’esigenza di proteggere la pelle dai raggi UV (basti pensare ai bambini!)  non ce la siamo comunque sentita di produrre e promuovere qualcosa che non ci convinceva al 100%.

Ci dispiace molto non poter contribuire per ora a soddisfare questa esigenza, ma confidiamo nella ricerca e speriamo di potervi proporre quanto prima un rimedio che ci e vi soddisfi appieno.

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